Press: dicono di Noi “SANRITO FESTIVAL”

Il bello di Sanrito (e non mi passa)

 

vince cea

UN FIOCCO PER SANRITO: LA 3° EDIZIONE DELL’ANTIFESTIVAL CUNEESE CONVINCE TUTTI
[Quest’articolo – in una versione leggermente più breve – è stato pubblicato nel numero di giovedì 16 febbraio 2017 del settimanale cuneese “La Guida”]

Avrà ragione oppure no Paolo Di Stefano che sul “Corriere della sera” del 12 febbraio ha scritto che “Sanremo 2017”, «a fronte dello share nazionalpopolare da capogiro», è stata una noia tremenda? Un problema che non si sono posti la sera prima i partecipanti alla finale di “Sanrito 2017”, il “Piccolo festival di grandi canzoni” organizzato per il 3° anno dall’Isola Condorito di Margarita. Nato da un’idea di Michele Dimiccoli (alias dj Bubu), reso possibile da un numero impressionate di volontari entusiasti (53, questa volta), l’evento è ancora cresciuto in qualità. Protagonista assoluta della serata: l’Orchestra di Piazza Boves, un effervescente ensemble diretto da Maurizio Guzzi che rende speciali i pezzi proposti, muovendosi con una duttilità sorprendente tra generi musicali eterogenei. Alto il livello dei 10 partecipanti, spesso più provenienti da Torino che dalla Granda. Se non erano davvero niente male l’ibrido tra R&B, jazz e reggae di Irene Occhiato (gran voce), la canzone d’autore del pugliese Salvario, l’hip hop in bilico tra digitale e acustico di Alp King e il pop un po’ barocco dei Damasco, meritano invece una segnalazione speciale Deb e i Mostri con un’esibizione in stile new wave, i giovani e brillanti zYp e “Gente che balla”, il nuovo brano (caustico e raffinato) di Mano Manita.
Vincitore per il miglior testo: “L’opportunista” dell’eccentrico e sagace Puso. Miglior performance è stata invece la surreale incursione tra teatro e musica di Valentino Mannias, bravissimo attore “premio Hystrio 2015”, di cui la versione online di questa rubrica parlò per la partecipazione al Festival delle Colline Torinesi in “Donne che sognarono cavalli” di Rustioni.
Vincitrice di Sanrito 2017 è stata, infine, l’energetica Vea, un talento pop davvero da scoprire: il suo pezzo “Party” ha conquistato tutti.
A presentare la serata (che ha visto tra gli ospiti Valeria Quarta e la sua pizzica visionaria, Samuel Zinsou e gli emozionanti Abnoba) ancora una volta l’incredibile Pietro Fiocco (bravo e divertente da non crederci), accompagnato da ben due vallette (Stefania Croce e Manuela Moretto) e capace di muoversi con naturalezza sorprendente tra qualità e kitsch, sacro e profano, emozione e sberleffo. Applausi a tutti!

Paolo Bogo