Venerdì 10 Maggio Camusi e in apertura Erika Sofia Sollo (Voce) e Michele Anelli (Contrabbasso)

Duo personalissimo, Erika Sofia Sollo (voce) e Michele Anelli (contrabbasso). Un esperimento di musica nuda intenso, intimo. Si gioca coi suoni secchi e non intonati del contrabbasso, mentre la voce s’insinua, morbida. ” di Eliana Augusti, Jazz e Dintorni (www.laorilla.it).

CAMUSI

“È il duo Stefano Giust-Patrizia Oliva (aka Madame P) la sorpresa più stimolante del 2007. Camusi, sciarada di significati lontani, ora rinoceronte, ora profilo umano, si presenta sotto le cangianti forme dei due protagonisti. La madama dell’elettronica italiana ci mette rumori, loops, elettronica deviante e soprattutto la voce: cristallina, pura, sussurrata, distorta, deviata. Il deus-ex-machina delle musiche non convenzionali di Setola di Maiale invece percuote, colpisce, sbatte, sbuffa, accelera e decelera su tutto ciò che possa dare un senso ritmico al tutto, tanto da divenire il vero cuore pulsante dell’opera. L’unione incestuosa tra i due, la fusione estatica tra due spiriti affini genera un mostro a mille teste, tentacolare medusa postmoderna al cui ascolto si resta pietrificati. Trip-hop deforme quanto un ElephantMan su pentagramma, schizzi di una Diamanda Galas luciferina ma atipicamente jazz, Portishead in deliquio, brandelli di rumorismo digital-percussivo, mantra orientaleggianti. Madame P che si autofagocita in continui controcanti in cui campiona e rimanda in vortice la sua stessa voce. Il Giust che stende un tappeto ritmico che ha dello straordinario ma soprattutto dell’ordinario (metalli, forchette, penne…tanti, tantissimi oggetti). La voce di Nostra Signora Electro che si rifrange e diventa più voci, più angolazioni, casamatta di se stessa, Mina + Diamanda Galas + Meira Asher + ogni cosa. Le aritmie dell’uomo-ritmo che tentano di frenarla, confinarla, includerla in un perimetro riconoscibile ma che finiscono per deragliare anch’esse sul sottile filo della follia. La musica che avvolge mondi lontani, che moderna sirena incanta gli ignari naviganti, che si fa acqua come ogni cosa per farsi poi di nuovo, eternamente e magicamente sciarada di se stessa. CamusicaMusi. (8)” Stefano Pifferi, SentireAscoltare
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