Venerdì 01-02-2013 da Napoli from roma&nuovayork Giovanni e Marco con “La vita è come te la metti in testa” e continua…

Più puntuali degli svizzeri arrivavano Giovanni e Marco, alle sei ed erano le sei ed in sei anni forse è successa una volta per caso, ma che da Ginevra venisse Andrea ne sono certo forse mezza volta voluta. APOLIDE cittadino del mondo, in volo con il vento và il pensiero se ci si sente tali.

Le stelle in cielo non si possono contare ma le foglie dell’albero volendo sì.

Prendo a prestito il disco di Beans on Toast (25-02-2013) “Fishing for a Thank you”

7 giorni di luce e terremoti,  un’ altro fine settimana e la pesca è abbondante

Thank You !

quante le gemme dell’albero

Grazias Bobby por tu cancion  09 La cancion de Carlos

“La vita è come te la metti in testa”

 

 

Giovanni Truppi è nato a Napoli nel 1981.

Ha esordito nel 2009 con il disco “C’è un me dentro di me” (CinicoDisincanto/CNI).

A metà strada tra Piero Ciampi, Serge Gainsbourg e Giorgio Gaber è un cantastorie inclassificabile: provocatorio e

poetico, profondamente radicato in questi anni tumultuosi e assieme classico e senza tempo.

Nelle sue canzoni gli aspetti più banali della vita diventano momenti di commovente grandezza e le tragedie, gli

amori, i dolori vengono dissacrati attraverso le lenti dell’intelligenza e dell’ironia.

In una altalena emotiva senza soluzione di continuità, nella quale l’ascoltatore spesso arriva a non sapere più se

ridere o piangere.

“Il Mondo E’ Come Te Lo Metti In Testa” (I Miracoli-Jaba Jaba Music/Audioglobe) è il suo secondo disco ed uscirà a

Gennaio 2013.

Il Mondo E’ Come Te Lo Metti In Testa

49 minuti e 37 secondi: il tempo di un viaggio surreale, provocatorio e poetico che spicca il volo dal problema della

salatura della pasta e si spinge su fino all’Universo.

Passando per la voglia di diventare donna, Marchionne, i cinesi, il sesso, l’amicizia, le multe non pagate, la droga, i

seni delle donne anziane.

14 canzoni che raccontano – con un linguaggio autentico fino ad essere indisponente, parlato, urbano e allo stesso

tempo lirico – che la realtà è quella che crediamo di conoscere solo fino a quando qualcun altro non ce la mostra

sotto un aspetto diverso.

Il disco è stato registrato in presa diretta e praticamente senza sovraincisioni, in duo (Giovanni Truppi alla voce, alla

chitarra e al pianoforte e Marco Buccelli alla batteria), durante lo scorso Agosto al Sam Recording Studio da Ivan

Antonio Rossi (già con Zen Circus e Bachi da Pietra).

Truppi e Buccelli – entrambi napoletani, ma con base uno a Roma e l’altro a New York –  collaborano in studio e dal

vivo da diversi anni e hanno lavorato alla preproduzione dei brani tra Napoli e le loro rispettive città di residenza.

Il loro intento è stato quello di riportare nella maniera più fedele possibile la dimensione intima e teatrale dei loro live,

asciugando gli arrangiamenti, cercando di accorciare la distanza tra i musicisti e l’ascoltatore (quasi a voler trovare il

modo di portare quest’ultimo “fisicamente” nella stanza dove sarebbero avvenute le registrazioni).

Marco Buccelli, coproduttore dell’album, è un musicista eclettico: ha fatto parte dei Glorytellers (ultimo progetto di

Geoff Farina, storico leader dei Karate), è coproduttore e batterista per la cantautrice Xenia Rubinos, ha all’attivo un

disco solista di musica improvvisata (Hypercube [El Gallo Rojo/ Jaba Jaba Music]) e il suo drumming cantabile, im-

mediato e al contempo sofisticato è la naturale controparte del modo in cui Truppi racconta le sue storie.

Dall’incontro tra i due  è venuto fuori un disco punk per attitudine e non per genere, che confeziona per le canzoni di

Giovanni Truppi un vestito non riconducibile ad un’epoca ed a uno stile precisi, succinto fino a sfiorare la sconcezza,

che ce le mostra in tutta la loro spiazzante autenticità.

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