“Condorito Reloaded” dove e quando

Domenica 30 Gennaio 2011 ore 18:30

al

 

oAxAcA

oAxAcA è la naturale evoluzione del duo funk blues Stylefire, formato nel 200o da Mattia Bernardi( batteria) e Boto ( chitarra). dopo 6 anni e una trentina di canzoni destrutturate( e mai pubblicate, eccezzion fatta per il 7″ Obliquicity, uscito per la minuscola e defunta Mondo Mutato), il duo passa alla completa assenza di struttura, istigato dal C americano, la new thing, il terrore per la matematica, james brown,coltrane,davis. ecco dunque oAxAcA, che da settembre 2009 si avvale della presenza di Diego Viada alla tromba.

 

 

 

 

 

 

 

 


Sabato 12 Gennaio 2011 ore 21:00

Al Barcentrofondo di Aisone

scarica ananb

Il dentro e il fuori il Box 84

informazioni

Eildentroeilfuorieilbox84 sono un gruppo musicale. Ma non solo. E suonano un genere chiamato “hard-quore”. Ma non solo. Parlano di cose importanti, ma senza prendersi mai sul serio. E sono fortemente antirazzisti, nel significato più ampio del temine. E questo sul serio. Eccoli:

Giorgio Rampone chitarra, voce, ruggito

“il vitellone numero uno”

Giuseppe “Gioi” Maulucci basso, voce, psicorchestra

…“il vitello semplice”

Lorenzo Lemme batteria, voce, vocette

“il capretto saccente”

Alessandro Ciccarelli fiati, ombre, gabbiano ferito

“il caprone espiatorio”

Special ghosts:

Annalisa “Piede Colorato” Di Salvo danze, piedi, colori

“il cacatua saltellante”

Cristina “Citrulla” Spanò chine, nuvole ed è piccola

“l’agnellino fragile”

Patrizia “Patrik” Pecorella buio, luce, marmo

“lo scoiattolo vanitoso”

Domenica 13 Febbraio 2011 ore 18:30(apericena)al ore 22:00(concerto)Allo Spaccio

Oldseed

è il progetto cantautoriale che Craig Bjerring, musicista canadese, ha intrapreso nel 2003 e da allora non si è più fermato, girando il mondo chitarra alla mano. Ha suonato in Stati Uniti, Canada, Inghilterra, Francia, Germania, Olanda, Austria, Svizzera, Belgio, Slovenia, Turchia, Italia e Spagna, realizzando centinaia e centinaia di shows in tutto il vecchio continente.Considerato dai critici del settore uno dei più migliori artisti canadesi nel suo genere. La sua musica prende ispirazione dalla scuola country-folk americana (partendo da Neil Young, Johnny Cash e Springsteen, sino a Bonnie Prince Billy e Jeff Tweedy dei Wilco), ma aggiungendo qua e là tocchi personali e sperimentali.

 

 

 

 

Domenica 20 Febbraio 2011 ore 18:30

al Qì

informazioni

LUIS FRANCESCO ARENA + FLOWERS OF HIROSHIMA

al

LUIS FRANCESCO ARENA E FLOWERS OF HIROSHIMA

PER LA PRIMA VOLTA INSIEME IN TOUR

LUIS FRANCESCO ARENA

Luis Francesco Arena é uno dei migliori songwriters folk che la Francia abbia da

esportare in questo momento. Una scrittura poetica e una voce cristallina si

accompagnano a una forte presenza scenica maturata da una lunga esperienza di

oltre 15 anni. Dopo aver suonato praticamente ovunque tra Europa e Stati Uniti ed

aver aperto concerti ad artisti come Andrew Bird, dopo aver registratouuno split EP

 

 

 

Giovedì 24 Febbraio 2011

ore 18:30 (Apericena) al

Bob Corn

The Watermelon Dream

La recensione dell’ultimo disco di Tiziano Sgarbi (in arte Bob Corn)

di Alex urso

Lavoro. In fabbrica. Otto ore al giorno. Ma ci metto il cuore, cavolo. Fatico duro (per un futuro al cianuro?). E non venirmi a dire di segnare sul Moleskine gli atteggiamenti della nuova classe operaia: puf, alzo la spalluccia davanti alle tue filosofie, io, e te lo domando a voce salda: esistono ancora gli intellettuali veri, quelli preoccupati di dare un verso migliore a questa attualità?

Avere a ventiquattro anni un disco di Bob Corn tra le mani non so davvero quale stupore possa regalarmi. Non so, davvero, se aspettarmi stupore. D’altronde in questi anni non c’è mai stata, nel mio approccio alle canzoni di questo omino barbuto, meraviglia né sorpresa. Mai una novità (hai presente quelle manie sulla necessità di progredire sperimentare evolversi? Ecco, no). Perché fin dal suo esordio Bob Corn è stato sempre fermo là, accomodato sulle sponde della sua delicatezza, tutto intento a smuovere animi nella maniera più discreta e garbata, elegante e rurale. Una staticità artistica, la sua, che ha dimostrato tuttavia nel corso degli anni una capacità rara: la felice consapevolezza di trovare in lui una conferma, sempre. La piacevole sensazione che nonostante tutto, quando tutto è continuato ad andare avanti con fretta e smanie di traguardi, Tiziano Sgarbi (in arte Bob Corn) ha preferito rallentare il passo e seguire la coda da sempre più lontano.

“The Watermelon Dream” è l’ultimo tassello del suo sottile percorso cantautorale. E, lo dico con tutta la banalità e la poca professionalità di questa espressione, è un album bellissimo, in ognuno dei suoi venti minuti. Sette canzoni che godono della solita delicatezza, accostata questa volta ad una inaspettata cura tecnico-formale. L’attenzione dedicata alle strutture di queste canzoni è evidente, e dimostra finalmente un’attitudine compositiva difficile da non apprezzare, soprattutto trattandosi di un autore che, come dicevamo, non si è mai distinto per particolari doti sperimentali. Tralasciando il pezzo d’apertura, probabilmente quello più facile da incasellare negli schemi del cantautore, il resto del lavoro si distingue per una ricercatezza musicale in grado di soddisfare l’aspetto sensibile ed emotivo quanto quello più tecnico e stilistico. Splendide le soluzioni orchestrali in “Lost and found”, con un lamento di archi ad accompagnare il verso malinconico del cantante, o le seconde voci, azzeccatissime, in “August rains Rhymes” e “Love turns around”: nel primo caso chiamate a colorire in modo leggero, nel secondo a conferire autorità con dolci e violente esplosioni liriche. Scelte formali, insomma, che calcano con maggior decisione i confini neo-folk della canzone del modenese, conferendo ai pezzi una maturità ed un riconoscimento artistico più obiettivo e condivisibile.

Per il resto, Bob Corn è Bob Corn e lo conosci già: versi nostalgici, amori irrisolti, distanze mai colmate. Sorrisi, nonostante tutto. Parole silenziose, che fissano la lente sui particolari e su questi costruiscono chilometri di papiri idealistici. Perché se tutto si frantuma nei trambusti giornalieri e nelle nostre megalomanie quotidiane, lui percepisce l’antidoto al tempo nell’accortezza trasparente verso le piccole cose. La malinconia, l’allegria spicciola, la capacità liberatoria della scrittura. Bob Corn è tutto questo, già sai, e spendere altre parole sembra inutile. Ora mi svuoto le tasche e vado via. Com’era quella frase di Miller: «non ho soldi, né risorse, né speranze. Sono l’uomo più felice del mondo». Puoi ripetertela?

 

Sabato 26 Febbraio 2011

ore 19:00 (Apericena musicale ) al

ore 22:00(concerto)Allo Spaccio

Davide vietto

Davide Vietto nasce a Torino nel caldo luglio del 1982 da madre brasiliana e padre torinese. Dopo un infanzia felice nel 1995 forma la sua prima band rock ‘n roll. Segue una turbolenta adolescenza nel corso della quale inizia letteralmente a vivere la strada…dalla prima cintura di Torino si sposta nei vicoli del centro in compagnia di punk e clochard . Le giornate si susseguono tra le lattine di birra esperienze lisergiche e il rumore sordo dei pugni nelle risse con i Boneheads(neonazisti) in una città che in quell’ultima metà degli anni ’90 vede stravolti i simboli che hanno per mezzo secolo rappresentato le sottoculture giovanili. In questi 10 anni milita nella scena metal del nord Italia come cantante nei SOUL MASK che pubblicheranno il primo disco ufficiale con HVRECORDS prima di sciogliersi. E’ ormai il 2005 e la band si scioglie …uno dei motivi principali è che Davide non ne può più. Dopo essere sopravvissuto alla strada, riuscendo anche a terminare gli studi, sente il bisogno di comunicare. Il bisogno di una comunicazione che nel metal è relegata alla lingua Inglese che pochi Italiani capiscono. Inoltre l’ incontro folgorante con i cantautori e soprattutto con Fabrizio Scolletta con cui inizia a vivere la strada in maniera diversa,girando per un intera estate le coste dell’Italia , si rende conto che suonando in strada , suonando in mezzo al popolo, nascono momenti di forte aggregazione e condivisione di opinioni e sentimenti. Qui c’è un esplosione letteraria di testi e canzoni e con la nuova amicizia stretta con Andrea Mosso , dopo anni , riprende in mano la chitarra e inizia una collaborazione artistica e una riscoperta dei generi musicali da sempre amati; il blues, il funky, il folk. Sono anni di fermento… le lotte della Val Susa, le manifestazioni , la affinità con il movimento Anarchico e una crescita del pensiero critico di un eterno adolescente che non vuole diventare uomo, ma che è già considerato tale dalla società danno origine ad una decina di canzoni che sono un bollettino di quello che succede in città e di quello che succede nella vita privata. Amore ,lotta, riflessioni. Nascono gli assidilegno con cui interpreta i sui pezzi: Andrea alla chitarra , Davide al basso , Fabrizio alla batteria e Donato al sax . La band esegue pezzi di Davide e Fabrizio che suona anche con la Deira do Pelorinho in compagnia di Gianluca Bargis, Pietro Bonasso, Beppe Rusciano. E’ un lungo crescendo di sensazioni ed esplosioni notturne nei locali della città, fino alla rottura con la band per suonare da solo, anche la Deira ,una notte d’ estate ai Murazzi del po’ ,si scioglie. Da queste rotture nasce una manciata di cantautori che si mischiano nelle serate accompagnandosi a vicenda, essendo pluristrumentisti e nascono nuovi legami con cantautori più maturi come Stefano Amen,cantautori psichedelici come Deian e metropolitani come Francesco Stabile, e molti altri. Iniziano ad uscire articoli di giornale, trafiletti che annunciano il ritorno dei cantautori ,esce il libro della nota cantautrice Isa presentato poi al salone del libro di Torino nel 2008. C’è fermento. Nel 2006 in un breve lavoro di call center c’ è l’ incontro con Dario Balducci , fonico e bassista con cui inizia a riformare una band che lo accompagni nei suoi deliri, tornano anche i vecchi amici della strada ,Davide Fiale che è ormai diventato un batterista di tutto rispetto, nel 2001durante un concerto di Ellade Bandini (batterista di De Andrè) in Croazia aleggiava l’ idea di suonare insieme ma ritornati a Torino non si erano più visti dopo anni… l’unione si compie. Davide fiale porta nella testa di Vietto la musica dei Rude Boy, il Reggae e lo Ska. Dopo l’inserimento di Luca Zennaro al Sax Nascono i RISVOLTI ed ecse nel 2008 il seguito del disco NIVORO che era praticamente un esordio tutto , o quasi suonato da Davide. Il nuovo disco esplora tematiche sentimentali e sociali in chiave reggae, ska, blues , funky , rock. Il titolo è “Chi è senza peccato”. Nonostante si sia solidificato lo stile, Davide sembra ancora non avere le idee chiare. L’unica chiara è quella di cercare di vivere nella musica cercando di comunicare il più possibile con il mondo, e di prolungare il più possibile la sua adolescenza. Il mondo non si cambia con una canzone probabilmente ma una canzone può sicuramente far ragionare chi la ascolta e migliorare se stessi. Non resta che suonarle.

DAVIDE VIETTO SUONA ATTUALMENTE CON LA BAND “I RISVOLTI”

 

 

Domenica 27 Febbraio 2011

ore 19:00per (vino e cibo) al

ore 22:00(concerto)Allo Spaccio

IL GRANDE FRESCO

il migliore spettacolo torinese itinerante

cantautore genovese Federico Siriani

la Poesia di Guido Catalano

e le incursioni di Matteo Negrin alla chitarra

E’, proprio, l’incrociarsi delle sue canzoni d’autore “ignifughe e peristaltiche” con la poesia “demiurgica e madornale” di Guido Catalano ad aver decretato il successo di un concerto-reading, che ha girato l’Italia. E che, di volta in volta, diventa un vero e proprio minivarietà grazie agli interventi del poliedrico chitarrista Matteo Negrin e di uno o più ospiti “a chilometri zero”. «Le mie poesie piacciono- spiega Catalano- perché sono comico- surreali e si capiscono, in quanto sono un “antiermetico”. E spero anche antiemetico. In realtà, se uno ci vuole vivere, la parola poesia non dovrebbe proprio essere usata, per cui cerco di spettacolarizzarla interagendo con musicisti. Anche perché ho iniziato cantando in un gruppo di rock demenziale alla “Skiantos” e il suo leader, Roberto Freak Antoni, ha fatto la prefazione al mio secondo libro. E’ un’influenza che si sente nelle mie poesie, che, in base alle tematiche, ho diviso in storie d’amore, non d’amore e robe strane del terzo tipo. » Il canovaccio de “Il Grande Fresco” varia in base all’estro di Catalano e Sirianni, pur avendo delle rubriche fisse come “La canzone intelligente” (nella quale testi di canzoni particolarmente ridicoli sono declamati con seriosità da Catalano) e “I grandi classici tradotti da Google”, in cui canzoni come “My way” e “No woman no cry” sono rese esilaranti dall’uso del traduttore automatico di “Google”. «Il titolo- spiega Sirianni- è stato dato da Fabrizio Vespa quando, nell’estate 2007, lo spettacolo esordì del suo locale “King Kong” di Torino. Il grande fresco era quello dell’aria condizionata del locale che, in un’estate torrida come quella, attirava moltissimo. Richiama, però, anche il film “Il grande freddo” perché nasce dall’incontro tra amici e persone che hanno in qualche modo gli stessi interessi.»

dal blog di Gaetano Lo Presti

 

 

Domenica 6 Marzo2011 ore 21:00

 

all’ARTINTOWN

l’enfance rouge

bar.bari

NUOVO ALBUM E NUOVO TOUR: BarBari

Il trio francoitaliano l’enfance rouge torna con un nuovo album dal titolo significativo: BarBari. Un ulteriore viaggio tra due punti geografici (Montenegro-Puglia), oltre che una dichiarazione di fronte al sentimento internazionale, diffuso e imperioso di barbarie. Scelta di campo: i barbari più selvaggi vengono dal Nord. Un disco elettrico, tenebrosamente occidentale, senza concessioni, dritto e dinamico, potente e ricercato. L’amico invitato in BarBari è Bertrand Cantat (Noir Désir), sul titolo «Vengadores».

BarBari sarà pubblicato in Europa in due versioni: CD digipack, da TRec (Francia) e Wallace Records (Italia), e Doppio vinile, dalle etichette Les Disques de Plomb (Francia) e Musica per Organi Caldi (Italia). Distributione: Anticraft (F) // Mandaï (BeNeLux) // Audioglobe (I) // Irascibile (CH) // Musidisc (P). Le illustrazioni sono dell’artista croato Igor Hofbauer.

l’enfance rouge: un gruppo francoitaliano basato tra Berlino e Borj El Khadra. Più di 1800 concerti dal 1995 da Vilnius a Tbilissi, da Swinoujscie a Siviglia, da Parigi a Siracusa; festival, teatri, club e campi di rifugiati sloveni e croati durante l’ultima guerra. Elettricità. Luci blu. AVANTROCK. Senza frontiere,nè musicali, nè geografiche. La stampa europea ne parla da anni come un incrocio tra introspezione e accelerazione, tra cerebralismo e trance.

François R. Cambuzat (voce & chitarra)

Chiara Locardi (voce & basso)

Jacopo Andreini (batteria).

 

L’enfance rouge on YouTube

l’enfance rouge on wikipedia

www.enfancerouge.net

 

Domenica 14 Marzo 2011

ore 19:30 al

 

STEPHANIE FINEGAN (UK)

il video

– Langweilikeilt records –

Stephanie Finegan è una cantautrice britannica, di Liverpool che vive ora a Den haag, dove si trova la sua etichetta.
Propone uno spettacolo acustico favoloso: si esibisce in solo, chitarra e voce, le sue canzoni presentano una forte influenza Folk.
E’ al suo sesto disco ed ha già fatto tour in tutta Europa.
La sua voce è originale e particolare, lei ha qualcosa di spassolutamente da ascoltare.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Domenica 27 Marzo 2011

al Qi

dalle 22:00 Allo Spaccio

Giancarlo Frigieri

Giancarlo Frigieri nasce a Sassuolo il 26/7/1972. I progetti musicali più importanti ai quali ha preso parte sono Love Flower (1989/1994, Chitarra), Julie’s Haircut (1995-1997, Batteria) e Joe Leaman (1996/2006, Chitarra e voce). Con questi ultimi, dei quali è stato leader incontrastato fino allo scioglimento, ha pubblicato quattro album e un EP per diverse etichette, tra le quali la Gammapop e la Black Candy. Ora Giancarlo Frigieri incide dischi da solo, scegliendo di volta in volta i suoi collaboratori; “Close your eyes, think about beauty” è dunque il suo debutto solista e tanto per non sbagliarsi questa volta ha suonato tutto lui.

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